Casa green, vale fino a 1.100 euro al metro quadro in più di una brown
Un immobile efficiente dal punto di vista energetico oggi vale fino a 1.100 euro al metro quadro in più rispetto a una casa “brown”, ossia con prestazioni energetiche scarse.
È quanto emerge dall’ultima indagine Crif, che fotografa un mercato immobiliare nei primi sei mesi del 2025, sempre più sensibile al tema della sostenibilità, anche se con forti differenze territoriali.
Negli ultimi quattro anni, gli immobili di classe energetica A e B si sono confermati come i più stabili e performanti dal punto di vista del valore. Secondo i dati Crif, il prezzo medio al metro quadro di queste abitazioni è circa 500 euro superiore rispetto a quello delle case di classe C-E, mentre il divario sale a 700 euro al mq rispetto agli immobili “brown”, cioè quelli delle classi F e G.
Nonostante nell’ultimo semestre si sia registrata una lieve ricucitura della distanza, il trend è chiaro: tra giugno 2021 e giugno 2025, il valore degli immobili “green” ha segnato un aumento medio del 2%, mentre le abitazioni meno efficienti hanno subito un calo del 4%.
La forbice dei prezzi varia sul territorio. Nei mercati immobiliari del Nord Italia, il premio per le abitazioni “green” è più alto, con differenze che superano gli 800 euro al mq rispetto alle case “brown”. Nel Centro-Sud, il divario si riduce ma resta comunque significativo: fino a 561 euro al mq di differenza tra immobili efficienti e quelli con classi energetiche peggiori.
Nei grandi centri urbani, dove il valore assoluto degli immobili è più elevato, il differenziale di prezzo tra una casa “green” e una di classe intermedia supera gli 800 euro al mq, mentre il divario con le abitazioni “brown” raggiunge addirittura i 1.100 euro al mq. Nei capoluoghi di provincia la distanza scende a circa 500-550 euro al mq, mentre nei Comuni minori oscilla tra 700 e 750 euro al mq.
Analizzando le diverse zone urbane, l’indagine Crif evidenzia un quadro ancora più marcato. Nel cuore delle città, il differenziale tra case “green” e “brown” arriva a 1.000 euro al mq, pari a un premio del 40%, mentre in periferia si ferma a 700 euro al mq (31%). Interessante anche il confronto con le abitazioni di classe intermedia: nei centri urbani, la distanza tra immobili “green” e “C-E” è quasi identica a quella con i “brown” (38% contro 40%), segno che nel mercato cittadino essere “medi” in termini di efficienza è ormai un handicap. In periferia, invece, la differenza fra “green” e intermedie si riduce a 500 euro al mq (21%), mentre resta più marcata quella con le case “brown”.
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